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Cortona- una romantica città fra Umbria e Toscana
 

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Storia di Cortona
La fondazione della città si perde nella nebbia di numerose leggende delle quali si ha traccia già nell'età classica.
La guida seicentesca di Giacomo Lauro, rifacendosi a scritti di Annio Viterbese (1432-1502), che attinge a molti scrittori dell'antichità, narra che centootto anni dopo il Diluvio Universale Noè, navigando dalla foce del Tevere, attraverso il Paglia entrò nella valle della Chiana e piacendogli questo luogo più di ogni altro d'Italia per essere molto fertile, vi si fermò ad abitare per trenta anni. La sua discendenza, fra cui un figlio di nome Crano giunto su di un colle e piacendogli molto l'altezza del luogo e l'amenità del paese e la tranquillità dell'aria nell'anno duecentosettantatre dopo il "Diluvio Universale" vi edificò la città di Cortona.
Crano, una volta assunto il titolo di Re, sull'alto della collina si costruì una reggia a forma di torre i cui resti tutt'oggi permangono in località Torremozza. Il regno di Crano venne chiamato Turrenia perché le città che la discendenza di Noè costruì avevano alte torri. Questo fu il primo nome della Toscana e Turreni furono chiamati i suoi abitanti. Ma poiché discendevano da Noè che era stato salvato dalle acque "ab imbribus" alcuni furono chiamati anche Imbri e volgarmente Umbri.
Dalla discendenza di Crano nacque Dardano che, a seguito di discordie interne, fuggito in Samotracia, poi in Frigia infine in Lidia, fondò qui la città di Troia. Da Troia alcuni discendenti di Dardano, ormai greci, tornarono ad abitare la Turrenia, cioè la Toscana e furono gli Etruschi. Fra questi greci che vennero in Turrenia ed a Cortona, ci furono anche Ulisse e Pitagora.
Secondo Virgilio (Eneide III e VII) Enea della discendenza di Dardano, fuggiasco da Troia distrutta, approdò nel Lazio dove la sua discendenza fondò Roma. Pertanto Cortona avrebbe dato origine prima a Troia e quindi a Roma.

A parte le leggende, le notizie storiche sull'origine della città sono numerose, ma imprecise ed a volte contraddittorie.
La storiografia moderna sembra oggi ammettere che Cortona sia stata in origine una città umbra, poi conquistata e ingrandita dagli etruschi, diventando una delle più potenti lucumonie fra le città etrusche confederate insieme a Perugia ed Arezzo.
Testimoniano la sua potenza strategica il lungo perimetro delle sue mura, le tombe dei suoi Principes, tutti i reperti archeologici di questo periodo, che individuano una città ricca e fiorente di attività artistiche ed industriali, battente una moneta che, da quelle pervenuteci, deve essere considerata tra le più perfette dell'antichità etrusca.


Intorno all'anno 310 avanti Cristo, quando la maggior parte delle lucumonie etrusche dell'Etruria meridionale furono conquistate da Roma, Cortona venne a patti con la potente città, ed entrata successivamente nella sua orbita dovette assistere, come ci narrano Polibio e Livio, ad una tra le più disastrose imboscate subite dall'esercito romano che fu preparata nell'ambito del suo territorio, sino a concludersi lungo le rive del Trasimeno.
All'epoca della guerra sociale subì, probabilmente come Arezzo, la repressione di Silla che dette un ulteriore colpo alla perdita della sua importanza strategica ed economica. Le testimonianze dell'epoca ci dicono però che nel primo e secondo secolo dopo Cristo, Cortona aveva una fiorente vita politica ed amministrativa. Ne consegue che, quando nella seconda metà del terzo secolo dell'era cristiana, si cominciarono ad istituire in Toscana nelle sedi dei Municipi Romani le sedi delle Diocesi dei Vescovi della religione cristiana, probabilmente Cortona divenne sede vescovile.

Alla caduta dell'Impero Romano seguì l'occupazione dei Goti (476-553), cui i Bizantini posero termine con una guerra fra i generali dell'imperatore Giustiniano, Belisario e Narsete, ed i Re Goti Teodato, Vitige, Totila e Treia. La guerra gotica (535-553) conseguì una notevole diminuzione della popolazione italica. All'occupazione longobarda pose fine Carlo Magno nel 774.

Agli inizi del secolo con la venuta di San Francesco nel 1211, la città è pervasa dal carisma francescano. A contrasto con la predicazione della pace del carisma francescano, il secolo fu profondamente turbato dalle lotte interne tra partiti delle varie classi sociali e guerre con i vicini.

Nel 1411, Ladislao di Durazzo pose in vendita la città, quale sua preda di guerra. Cortona fu finalmente acquistata, il 14 gennaio, dai fiorentini per sessantamila fiorini d'oro e diventò territorio di confine della Repubblica di Firenze.
Della atmosfera rinascimentale, inaugurata da Lorenzo il Magnifico e terminata con Leone X, Cortona conserva importanti opere d'arte sopra le quali rifulgono le pitture del cortonese Luca Signorelli (1445/50-1523).

 

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